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THE FABRICS’ SOUP

IL MALE NON È SOLTANTO DI CHI LO FA: È ANCHE DI CHI, POTENDO IMPEDIRE CHE LO SI FACCIA, NON LO IMPEDISCE (Tucidide – la guerra del Peloponneso)

di Marco Poli

Non basta nascere per essere umani. L’umanità non è qualcosa di automatico; è un compito. Diventare umani richiede un cammino di consapevolezza e di responsabilità per aver “ricevuto” una dignità originaria. Quando questo riconoscimento dell’umano si perde, nascono guerre e conflitti. Se non ci riconosciamo nella somiglianza dell’umanità, è molto facile considerare gli altri come nemici. Se poi, si aggiungono enormi interessi politico-economici, l’alibi di considerare popoli e culture contrapposte come pericoli, è di facile propaganda.

Il Mediterraneo è uno spazio attraversato da migrazioni, pluralismo religioso, forti tensioni politiche e immensi interessi economici-finanziari. È un’utopia sperare oggi in un nuovo umanesimo? Sembra proprio di sì. L’utopia è un ideale lontano, un sogno astratto… Leggendo giornali e ascoltando notiziari in questi ultimi giorni, sembra che l’umanità sia destinata a una deriva senza ancore. Parlare e scrivere di moda e di bellezza diventa difficile, stonato, anacronistico.

Eppure, forse, il sogno della bellezza, della libertà di viaggiare e di confrontarci con culture e storie diverse, con paesaggi e ambienti insoliti, di fare affari con popoli di tutto il mondo,  può trasformarsi in panacea da contrapporre a una realtà distopica, al gorgo che ci trascina sempre più giù. La creatività e la cultura che “noi della moda” ci vantiamo di avere, dovrebbero farci reagire in qualche modo contro un sistema globale assuefatto a situazioni che, comprensibilmente, ci sembrano così grandi e complesse, da indurci alla rassegnazione… Una Moda che non trova più ispirazione non solo per collezioni desiderabili ma che si abbruttisce e si appiattisce riflettendo un inesorabile declino sociale, è anche incapace di reagire come “voce” per risvegliare con iniziative condivise la necessità di dialogo, per scuotere le nostre istituzioni da un torpore sempre più profondo. 

Forse, come affermava lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano, “l’utopia è come l’orizzonte: serve per continuare a camminare”. Un cammino lento, sì,  ma reale, verso un mondo più umano.