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Sulle passerelle della Primavera-Estate 2027, le grandi maison rileggono i propri codici attraverso nuove costruzioni, lavorazioni innovative e immaginari che intrecciano memoria e contemporaneità, riportando al centro il rapporto tra abito, corpo e materia.

Con Matthieu Blazy, Chanel esplora passato, presente e futuro della maison attraverso il tema della libertà, evocato anche dalla figura dell’uccello. Il tweed, simbolo storico della casa, diventa terreno di sperimentazione grazie a una lavorazione smock che lo rende elastico e capace di seguire i movimenti del corpo. Perle e paillettes integrate direttamente nel filato confermano una ricerca che unisce innovazione tecnica e artigianalità, trasformando il guardaroba iconico in una proposta più fluida e contemporanea.
La leggerezza è invece il fulcro della collezione Dior firmata Jonathan Anderson. Chiffon, organza, mousseline di seta, tulle e pizzo Chantilly alleggeriscono le strutture della maison, mentre la giacca Bar e l’abito La Cigale del 1952 vengono reinterpretati attraverso volumi morbidi e materiali impalpabili. Le trasparenze dialogano con il satin duchesse e lo jacquard plissé, mentre petali ritagliati a mano costruiscono superfici tridimensionali su giacche e minigonne. L’heritage si rinnova così attraverso un equilibrio tra precisione sartoriale, fluidità e movimento. Per celebrare i suoi dieci anni alla guida di Saint Laurent, Anthony Vaccarello sceglie la forza scenografica dell’oro: trench metallici, abiti da sera, guipure, broccati e superfici dorate rileggono l’archivio di Yves Saint Laurent attraverso un guardaroba opulento e rigoroso.

L’oro cattura la luce e ridisegna le silhouette, lasciando infine spazio al nero, protagonista del finale. Una collezione teatrale e sensuale che sintetizza un decennio di visione, glamour e memoria.
La costruzione dell’abito è centrale anche nella visione di Givenchy: Sarah Burton porta in primo piano la costruzione dell’abito: zip a vista, pelle e dettagli metallici trasformano elementi funzionali in segni grafici, definendo un’estetica architettonica e contemporanea. Da Valentino, con Alessandro Michele, invece, la moda incontra la cultura attraverso la metafora dell’antibiblioteca: come i libri ancora da leggere custodiscono conoscenze possibili, così gli abiti rappresentano immaginari e identità che conservano il proprio valore anche al di là dell’essere indossati.
Dal tweed reinventato di Chanel alla leggerezza di Dior, fino all’opulenza dorata di Saint Laurent, la Paris Fashion Week SS27 dimostra come l’evoluzione della moda passi anche dalla capacità di reinterpretare i propri codici. Sono i materiali, le tecniche e le nuove costruzioni a dare forma a un’eleganza capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.

