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TRAME RIGENERATE: ALMADIRA RACCONTA LA NUOVA SOSTENIBILITÀ DI BOTTO GIUSEPPE 

In un momento in cui la filiera del Made in Italy affronta sfide importanti, l’azienda Botto Giuseppe sceglie di ripensare il lusso, puntando su blend d’eccellenza che accostano il cashmere a lana, seta e mohair. La tradizione si rinnova in un’estetica più giocosa e creativa, pensata per una maglieria raffinata ma quotidiana, sempre fedele all’identità del marchio. Lo storico lanificio biellese, risponde al presente con una collezione di filati Autunno/Inverno 2026–27 che mette al centro la qualità e la tracciabilità.

“Vogliamo trasformare la bellezza in qualcosa di tangibile, che parli di comfort, autenticità e responsabilità,” spiega Silvio Botto Poala, CEO dell’azienda. “Ogni stagione è per noi una nuova occasione per ascoltare la nostra clientela e interpretarne le esigenze con coerenza, dinamismo e ricerca continua.” 

Il cashmere, icona di morbidezza ed eleganza, è al cuore della collezione, accanto alla lana proveniente da allevamenti certificati e sostenibili. Tra le novità, l’introduzione dell’American Wool dall’Oregon, RWS certified e lavabile in lavatrice, che rafforza l’impegno dell’azienda in un approccio olistico e tracciabile. 

La V edizione del Report di Sostenibilità racconta un’evoluzione concreta. Numeri che confermano l’idea che il lusso, oggi, debba essere misurabile, verificabile e profondamente etico. 

La palette cromatica si muove tra toni rassicuranti e vibrazioni contemporanee. Colori naturali come avorio, sabbia, perla e caramello si alternano a pastelli delicati (rosa cipria, celeste polvere, giada pallido) e a tinte più decise come rosso cremisi, porpora, blu elettrico, fino ai grigi melange, che si arricchiscono di texture e finissaggi garzati o casentino. Le tonalità scure – carbone, bosco, grafite – aggiungono profondità e struttura.

Da questo approccio nasce Almadira, un progetto speciale di maglieria circolare. Filati pregiati recuperati dagli stock aziendali – lana, cashmere, seta, lino – vengono rigenerati e trasformati in capi nuovi. Il risultato è una capsule di quattro outfit ispirati all’Alpine Bauhaus, dove volumi essenziali e geometrie pulite si fondono con un linguaggio visivo ricco di texture, colori e narrazione materica. A firmare la direzione creativa è Giulia Albini, knitwear designer con una visione che intreccia tecnica, espressività e strategia. Botto Giuseppe non propone solo filati: propone un nuovo modo di guardare al futuro. Un futuro fatto di cura, valore e intenzione.