THE FABRICS’ SOUP
SIAMO OTTIMISTI PER FORZA
di Marco Poli
Ho appena finito di ascoltare l’intervento di Valentina Boschetto Doorly (Associate Partner Italy, Copenhagen Institute for Futures Studies) in occasione di una interessante giornata organizzata da Ympact, ospitata da Eurojersey, in fabbica, dal tema: VERSO UNA FILIERA SOSTENIBILE E RESPONSABILE – TRACING FASHION TO A RESPONSIBLE FUTURE. Questo intervento mi ha colpito a tal punto per contenuti, esposizione e “modi” che, nella pausa caffè, mi sono fiondato da lei per conoscerla di persona, le ho dato il mio biglietto e chiesto il suo che, su un lato, aveva stampato: “Di chi è il futuro? Di chi va a cercarlo“. Basterebbe questo.
Che cosa ci riserva il futuro? Le nostre organizzazioni devono prendere continuamente decisioni strategiche in un contesto turbolento e spesso caotico. Davvero anticipare il futuro è impossibile? Non è vero che il futuro sia imperscrutabile e del tutto imprevedibile: perché è già qui, in mezzo a noi.
Realtà come Future Cube aiutano le imprese a leggere e interpretare questi segnali.
“Noi italiani siamo bravi a “fare”, ma non sempre sappiamo spiegare come. Il come si spiega nelle fabbriche. Qui si trova il valore della filiera italiana, come è il fare bene un tessuto con il minore impatto possibile. Il nostro è un Paese del fare, di trasformazione e ingegno. Nel nuovo disordine mondiale mancano i modelli prevedibili e comprensibili con i quali prendiamo le decisioni. Ogni decisione che prendiamo è, in realtà, una scommessa sul futuro.
Siamo ottimisti per forza: il cambiamento è il segno distintivo della vita. Senza evoluzione siamo smarcati, fuori dal contesto. Tutti noi (specialmente la nostra generazione baby boomer e X – ndr.), veniamo da un contesto di grande stabilità. Ogni cosa aveva un suo posto e un posto per ogni cosa. Il futuro era sinonimo di progresso. Oggi, il futuro è per lo più sinonimo di ansia. Non solo per l’innovazione per l’accelerazione a cui siamo sottoposti: abbiamo creato un meccanismo globale che cammina ormai con le sue proprie gambe; noi siamo dentro l’ingranaggio e non controlliamo l’ingranaggio. Possiamo dire di essere all’interno di una turbolenza non congiunturale ma, sistemica. Sopravvive chi è resiliente e intraprendente come il ginko biloba (pianta antichissima che, da milioni anni si adatta tenacemente alle condizioni mutevoli dell’ambiente circostante tanto che è considerata un fossile vivente – ndr). Sopravvive chi si adatta, non c’è una trasformazione che non abbia vincitori e vinti.
Stella Li, Vicepresidente Esecutivo di BYD e prima donna a ricevere l’ambìto riconoscimento World Car Person of the Year 2025, né è lampante esempio: la “Signora delle Auto Elettriche” ha di fatto detronizzato Tesla affermando e dimostrando che le batterie delle “sue” automobili elettriche BYD impiegano 15’ di meno a caricarsi! Se non siamo pronti a tutto, non siamo pronti a niente… Ogni megatrend, che è una “trasformazione sistemica”, ha un ciclo di vita e noi dobbiamo vivere ogni trasformazione come un’opportunità.
L’assetto geo-politico è in continua evoluzione. È in atto un grande trasferimento di capitali, un Wealth Transfer da Ovest a Est e da Est al Sud del mondo. Lo sa bene la Cina che va a procurarsi materia prima e progetti di “sbocco” in Africa. Per essere pronti, però, dobbiamo apprendere e imparare senza sosta, soprattutto se parliamo di SOSTENIBILITA’. LEARN, TRACE, IMPROVE, DISCLOSE sia dunque un motto, anche di “generosità” per formare e educare un sistema, quello italiano, dalle infinite potenzialità!