THE FABRICS’ SOUP
ARTE
di Marco Poli
“FERMARSI E INDUGIARE CON SÉ STESSI” (Seneca, I Secolo DC)
Alcune donne e alcuni uomini, talvolta si fermano, ascoltano e guardano dentro di sé. Fanno ciò che dice Seneca in una lettera a Lucilio: “fermarsi e indugiare con sé stessi”.
Che cos’è l’arte se non l’atto di provare, di arricchire ciò che si prova, di pensarlo ed esteriorizzarlo, di volerlo comunicare? Tutti sappiamo creare, in quel momento, l’arte. L’opera d’arte è una forza. È attiva. Agisce su di noi. Quando questo influsso ci fa bene, ci rende felici, quando sentiamo che dopo averlo ricevuto non saremo più gli stessi, bensì più ricchi, più illuminati, più vivi, allora esprimiamo ciò che proviamo attraverso due piccole parole così semplici ed essenziali: “è bello”.
L’opera d’arte è fatta di energia che si irradia su di noi, combatte ogni degrado. L’arte è una lotta contro l’entropia. In ciò consiste la massima originalità del genere umano.
Alcune opere perdurano e continuano a vivere. Esse non sono fatte di novità e neppure di originalità. Cercano quello che sta nell’intimo dell’essere umano. Sono un richiamo ed esprimono il permanente, l’universale, l’unico. Perché l’Uomo deve sempre cercare di vedere più in là del suo sguardo, di sentire più in là della sua voce. Tutte le grandi opere d’arte esercitano lo stesso richiamo, ci congiungono gli uni agli altri, ci uniscono.
L’arte è il più forte fattore di coesione del genere umano.