THE FABRICS’ SOUP
BACK TO “SCHOOL”
di Marco Poli
Ci siamo. Eccoci di nuovo ai nostri banchi, alle nostre postazioni.
Anche la Moda è rientrata in sede. Quello che le aspetta è un anno tutt’altro che facile. Siamo di fronte all’anno della “maturità”, volenti o nolenti. È il momento di mettere in pratica tutta l’esperienza, l’apprendimento e la creatività acquisiti negli ultimi anni. E, a proposito di creatività, occorre fare un balzo in avanti da subito. Il Mercato, implacabile, sfiancato da continui imprevisti è irritabile e si è trasformato nella più temibile delle Commissioni d’Esame. Cicli e ricicli di idee non convincono consumatori assuefatti e per niente avvezzi ad essere intortati con prezzi che non sono per niente “vintage”. I ricercatori di tendenze che spulciano qua e là in negozi vintage da Londra a Parigi a New York non trovano nulla di che rispetto a quello che hanno già visto recentemente.
La Moda, nelle ultime stagioni si è affidata alla ricerca spasmodica del vintage come risorsa infinita di idee e proposte ma, il filone si sta esaurendo e così, fashion designer e uomini prodotto, nel silenzio della loro cameretta, dovranno studiare e trovare soluzioni convincenti. Reclutare e coinvolgere giovani e cercare figure professionali capaci di generare idee e di valorizzare risorse umane, potrebbe essere un piano. Filatori e tessitori, per altro, fanno già il “lavoro sporco”. Da loro, infatti, nascono ricerca e creatività che non sempre la Moda assonnata ha voglia di capire e che acquista un semilavorato di qualità che poi non sa valorizzare.
Quindi, Moda, pancia a terra: la campanella è suonata… in classe!