THE FABRICS’ SOUP
IL TESSUTO, MERAVIGLIOSA MATERIA. LA VELOCITA’ DI CAMBIAMENTO, STIMOLANTE SFIDA PER GLI STILISTI.
di Marco Poli
Breve indagine.
La materia tessile si sta evolvendo a una velocità un tempo impensabile. Forse troppo velocemente. Per l’Autunno/Inverno si lavora su tessuti che cambiano repentinamente dal peloso al vuoto, da velluti a mohair, da tessuti come garze eteree ma calde a panni battuti fittamente. Filati grossi e leggeri o finissimi. Questo cambierà profondamente anche le linee di abiti e tailleur che si rinnoveranno grazie al tweed, allo jacquard, a crespi di lana con mani più corpose.
Tessuti che risolvono alchimie di opposti in una nuova visione. I colori, le stampe, il dna materico: l’evocazione dei temi invernali segna quelli estivi e viceversa, lungo il continuum della moda. La troppa velocità, a detta di alcuni stilisti, non permette più di assaporare un tessuto e di riflettere ad ogni stagione sui basici usati l’anno precedente.
Ma, nel complesso, questa velocità è positiva poiché stimola la creatività dei fashion designer con l’effervescenza di proposte incalzanti e tecnologicamente interessanti. Lo stile, così, evita ogni ripetitività anche nei capi più “classici”.
Funzionalità e apparenza, chi vince?
A detta di molti, la funzionalità è un elemento sempre molto importante ma, sembra banale dirlo, a condizione che essa sia unita alla piacevolezza dell’apparenza: ci si veste per essere comodi ma anche per essere belli. Per non parlare che un capo, deve piacere di per sè già quando lo si vede appeso alla gruccia.
Naturale o tecnologico?
Il “naturale” si conferma come fortissima tendenza. Il tecnologico serve per alcune funzioni d’uso di capi, ovviamente, e per esprimere mani e concetti modernisti. Funziona sempre bene per “l’avanguardia”, ma nel PàP più tradizionale, non convince.
Mancanze ed eccessi?
Nello stampato, oggi molto richiesto, sono rimasti pochi i maestri dei fiori, dell’etnico, e di ciò che era una grande tradizione serica. Ridondanze si trovano invece negli uniti. Un’offerta sovrabbondante di questi tempi, ed è faticoso per gli stilisti scegliere e decidere tra decine e decine di campionari che spesso si equivalgono.