THE FABRICS’ SOUP
AIR
di Marco Poli
La Moda Donna è sotto i riflettori. Stile e mercato, moda ed economia si confrontano su temi di alta attualità.
E’ necessaria una certa “forza” quella della Moda, appunto, per sfilare oggi in passerelle luccicanti, costose, affascinanti, sfoderando seduzione e lusso come se il mondo , in realtà mortificato e incattivito, spesso umiliato sino all’oppressione economica, fisica e sociale, fosse e potesse essere sensibile e attento come prima a questi scenari fantastici dove la Bellezza si accoppia alla Ricchezza. Un trionfo del superfluo che invece per molti sarebbe, potendo, traguardo necessario per un appagante inserimento sociale anche se, inizialmente, magari poco più che medio.
La Moda dunque trionfante e costosa è lontana da un mondo in guerra anch’esso per denaro. La Moda usata come traguardo di un riconoscimento metropolitano-sociale che da New York dilaga sino a Varsavia, Mosca, Istanbul, Tunisi, Pechino, Mumbai, dove disoccupati, emergenti, povertà endemica e ricchezze inusitate quanto improvvise si mischiano in un vischioso gel fatto di futile apparenza creata dall’esibizione più vistosa.
Eleganza e stile, non vita da rotocalco, rimangono certo, per fortuna e per resistenza naturale appannaggio di poche ragazze, di mature signore e di giovani uomini il cui gestire, muoversi, mangiare, parlare sorridere, sono semplici e affascinanti “al di là”. Ma questo ancora non basta.
Tra pregiate pashmine, vini doc e beauty farms, tra carri armati, guerre e torture, sbarchi, tra viaggi intelligenti e vacanze idiote, la forza della Moda, oggi più che mai, è proprio questa: dare identità fatta e pronta a chi la cerca di stagione in stagione, meglio se anticipata e a qualunque prezzo, per chi può. Un carosello in cui la Donna e il corpo sono vincenti. Su chi, è da discutere ma, intanto, vincere è quel che conta, peggio per chi non partecipa…
E allora, Moda, in questo allucinante scenario sei “necessaria” più dell’aria che ci manca. Straziami ma di look saziami!
