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THE FABRICS’ SOUP

L’UOMO CHE VERRA’

di Marco Poli

Assediato dalla politica, dalla società, dai bisogni e dal superfluo, l’uomo di oggi, diventato anch’egli rifiuto tossico, incapace di dare un senso alla inevitabile senilità che lo corroderà, non più saggezza ma disperato attaccamento alla vita, vaga giornalmente tra notizie e necessità, un cammino incerto e faticoso, senza riferimenti né dall’alto, né dal basso, né da alcuna parte che non sia il tremendo obbligo del denaro.

Così, la serenità della vecchiaia diventa ripugnante attesa di un nulla sconosciuto, un congedo assurdo e immotivato per chi ha vissuto le meraviglie della tecnica, della tecnologia e della medicina, a cui si chiederebbe il più grande dei peccati: l’immortalità.

Ma l’uomo non è solo vecchiaia, l’uomo è giovinezza e slancio, l’uomo è entusiasmo, l’uomo sarebbe, per il solo fatto di esistere, il Futuro di tutti gli uomini. A quest’uomo allora occorre rivolgersi, all’uomo capace di pensare che la sua microscopica forza può essere in grado di cambiare la crudeltà e l’ottusità del mondo esterno. Un mondo spesso fatto di finte e inquietanti città, con costruzioni scenografiche e roboanti che crescono su sé stesse, fuori dall’uomo e non per l’uomo, rapinando armonia e quiete alla bellezza dei paesaggi naturali, questi sì creati da millenni per l’uomo. 

La bellezza ha cambiato i suoi canoni e tutte le cose nascondono dentro di sé la chimera del lusso già confezionato e pronto da esibire, uguale per tutti.

Davanti a noi, una nuova Stagione Uomo, una nuova stagione di trasformazione e di rilancio della “Moda” che Yves St Laurent definì non arte ma, processo di trasformazione di un’epoca. Un’epoca, un Uomo che hanno ancora e sempre bisogno della componente onirica che solo la Moda e l’Arte sanno donare.