THE FABRICS’ SOUP
ASTRARSI DAL MONDO
di Marco Poli
In questi giorni, grazie alle immagini che ci sono giunte dall’Artemis II, programma di esplorazione spaziale con equipaggi portato avanti dalla NASA, abbiamo avuto il privilegio di vedere da vicino il nostro satellite, la Luna, come mai prima d’ora e anche il nostro pianeta, la Terra che da lassù è apparsa un po’ meno blu rispetto alle foto scattate dagli astronauti nel 1969 ma, pur sempre bellissima…

Sto guardando Instagram di frequente con la speranza di vedere qualche immagine nuova, emozionante, stupefacente. Che catturi il mio animo e che mi trasporti in una dimensione onirica, anche per pochi istanti. Sensazione amplificata quando queste immagini sono abbinate sapientemente a colonne sonore adeguate alla solennità del momento, alla maestosità dell’universo e alla sua affascinate imperscrutabilità. All’assoluto.
Quanto bisogno abbiamo noi esseri umani di meravigliarci, di stupirci. Di perderci un po’ nel silenzio cosmico abitato e pervaso dal blu profondo, trafitto da improvvise falci di luci, dai colori degli oceani e delle turbolenze atmosferiche resi ancora più vividi se illuminati dal sole o, per contrasto, perché circondati dal buio spaziale. Astrarsi nel silenzio, nella pace celeste… come quando da bambino, nei pomeriggi domenicali invernali, mio papà mi portava al Planetario e lì, a testa insù, avido di immagini meravigliose, la mia immaginazione di bambino mi consentiva di volare sfiorando la Via Lattea, Andromeda, la Stella Polare, tutti nomi bellissimi… Sensazioni che ricordo vivissime e che alimentavo guardando serie televisive come “Spazio 1999”, quando quella data, così prossima negli anni ’70, mi sembrava così avveniristica!
Eppure, gli scontri spaziali tra umani e fazioni aliene, con deflagrazioni ed effetti speciali, ci appassionavano perché, pur nell’innocenza dell’età, eravamo consapevoli di assistere a una fiction.
Ancor di più oggi, uomo di mezza età, il mio desiderio di estraniarmi da questo mondo e di ammirarne solo da lontanissimo la sua bellezza è molto forte. Le guerre che si perpetuano ogni giorno, le tregue ufficiali che svaniscono in poche ore, la sofferenza di civili inermi, la distruzione di opere dell’uomo, mi sconfortano moltissimo. Mi sconforta l’impotenza delle istituzioni che non riescono ad isolare i master della guerra, a condannarli, infliggendo loro punizioni esemplari, emarginandoli dal circolo decisionale del potere, vita natural durante.
Rifugiarsi nello spazio, forse non è un’opzione.
Perseverare nel sogno, nemmeno.
Non ci resta che vivere qui al meglio di noi stessi e costruire con piccole azioni un futuro migliore, auspicabilmente prossimo, per le giovani generazioni.
La Storia insegnerà loro a non ripetere le nostre tragiche azioni?