RUBELLI X AI WEIWEI: LA SETA DIVENTA VOCE

In occasione del Salone del Mobile e della Milan Art/Design Week, Rubelli ha presentato nello showroom di via Fatebenefratelli AI WEIWEI: ABOUT SILK, un progetto site-specific nato dal dialogo tra l’artista e attivista cinese Ai Weiwei e la storica maison tessile veneziana. L’installazione propone un incontro tra arte contemporanea e cultura tessile, trasformando la seta in linguaggio concettuale e politico. Lo spazio dello showroom si presenta interamente rivestito da un lampasso di seta che traduce l’opera di Ai Weiwei The Animal that Looks like a Llama but is Actually an Alpaca, attraversata da simboli legati ai temi centrali della sua ricerca: controllo, censura, libertà e dissidenza.

Il progetto è una traduzione materiale dell’opera originale, realizzata da Rubelli attraverso seta e filati metallici. Il disegno si articola in elementi iconici che assumono nuova consistenza materica: telecamere di sorveglianza, manette, catene, l’uccellino di Twitter e il lama/alpaca. Le telecamere, simbolo dell’occhio del potere e dell’esperienza personale dell’artista come soggetto sorvegliato, emergono attraverso forme geometriche rese più morbide dalla lucentezza del metallo. Catene e manette, segni di oppressione, acquisiscono una tridimensionalità tattile che suggerisce trasformazione. L’uccellino di Twitter diventa icona di libertà di espressione, mentre il lama/alpaca rappresenta dissidenza ironica e creatività contro la censura.
La traduzione tessile ha richiesto un processo articolato: studio dei materiali, degli intrecci e dei colori, fino alla tessitura su telaio e ai successivi perfezionamenti. La struttura è stata progettata per restituire la massima precisione del disegno originale e la sua profondità tridimensionale.
L’ordito, composto da 9600 fili di seta in rosso profondo e giallo oro, definisce la base cromatica. Le trame combinano seta nera, filati lucidi grigi e tre tonalità di oro, creando contrasti e profondità. Il filato grigio riproduce l’effetto specchiato delle lenti delle telecamere, in dialogo con la luminosità dell’oro. Al centro dello spazio, rivestito dello stesso lampasso, si trova un divano disegnato da Ai Weiwei, le cui linee prospettiche alterano la percezione delle proporzioni. Il percorso prosegue con Finger, motivo iconico dell’artista. Realizzato sul medesimo ordito, il tessuto funge da quinta scenica per due teche espositive con materiali dell’Archivio Storico Rubelli e della Fondazione Rubelli. In Finger, il gesto del dito medio è reinterpretato in un double-face in seta e lino che gioca sull’inversione cromatica: da un lato fondo rosso e dito arancione, dall’altro la versione inversa. Il risultato è un’immagine di forte impatto visivo.

Per la prima volta, Ai Weiwei affida il suo linguaggio politico alla seta, fibra originaria della Cina e ponte con la tradizione veneziana. Il tessuto diventa così mezzo di comunicazione e riflessione critica. Le teche, disegnate da Formafantasma, ospitano materiali tessili storici in un dialogo tra archivio e contemporaneità. La prima mette in relazione documenti cinesi, chinoiserie settecentesche e produzioni del primo Novecento; la seconda raccoglie frammenti veneziani in seta e oro tra Quattrocento e Settecento, testimonianza della grande stagione manifatturiera lagunare. Attraverso questo dialogo tra epoche, la seta si afferma come strumento di ambivalenza critica: da simbolo di potere e prestigio a mezzo di resistenza e trasformazione culturale.
A completare l’esperienza, un docufilm inedito firmato dal regista argentino Felipe Sanguinetti accompagna il progetto, offrendo uno sguardo sulla poetica di Ai Weiwei tra il Downing College di Cambridge e la tessitura Rubelli di Como.
in foto: Rubelli X Ai Weiwei, ABOUT SILK