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PERFORMING BODIES

Il corpo non è più un elemento fisso e definito, ma una materia plastica, un campo di sperimentazione per nuove identità e forme. La moda, la tecnologia e l’arte contemporanea amplificano questa visione attraverso la deformazione e l’ingrandimento del corpo, creando silhouette alterate, sproporzionate o ibride, promuovendo così l’estetica del potenziamento e della forza. Qui i riferimenti vanno alla cultura del bodybuilding e al potere del muscolo come codice estetico. Senza tralasciare, infine, l’uso della tecnologia e dei materiali ergonomici che creano strutture in grado di modificare il modo in cui il corpo interagisce con lo spazio. Si va oltre il concetto di superamento della forma umana, per arrivare all’idea di corpo come scultura vivente, potenziato da forme architettoniche che sfidano il perimetro della proporzione tradizionale, creando figure che sembrano mutanti o post-umane, attraverso l’uso di materiali sempre più performanti e duttili alla plasticità.

Il corpo perde la sua dimensione naturale per diventare un’installazione vivente, un simbolo di potere e artificialità, un’opera ergonomica in un gioco di volumi e proporzioni che sfida i limiti della biologia umana. I materiali sono ergonomici, con imbottiture che esasperano volumetrie e proporzioni: tessuti e accessori imbottiti: creano spazi vuoti tra corpo e abito, generando nuove silhouette; strutture modulari, con materiali per cappotti, giacche e pantaloni che sembrano costruzioni gonfiabili o scheletri esterni; proporzioni distorte, con l’uso di spalle giganti, fianchi allargati, abiti che cambiano forma in base ai movimenti.