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I COLORI DELLO SPORT

Giovedì 24 marzo The Style Lift, in collaborazione con Color Coloris, ha organizzato un talk sul tema del colore nello sport che, oltre a Mirella Becucci di Color Coloris, ha coinvolto: la designer Silvia Patta, Studio Tendenze e Ricerca Colori CARVICO; Roberto Tiburzi, Product Category e Director Swimwear & Sportswear ARENA; il velista oceanico Andrea Fantini

Marco Poli, moderatore del dibattito, ha introdotto l’argomento chiedendo a Mirella Becucci, grande esperta di colore, una sua interpretazione del binomio colore e sport. Becucci ci ha ricordato che lo sport è vita, è benessere, necessità fisica, passione, lo sport è mettersi in gioco, è sana competizione, una ricerca continua di superamento dei propri limiti, è sacrificio volto alla vittoria, e i colori fanno parte di questo sacrificio. Silvia Patta ha confermato che ultimamente la narrazione dello sport si inserisce sempre di più in contesti naturali, in paesaggi sconfinati. La narrazione delle fotografie dello sport oggi si poggia proprio sul concetto di fatica, più che su quello di velocità. Se prima un atleta veniva raffigurato o raffigurata mentre sfrecciava fluorescente, ora assistiamo al permanere del concetto di sforzo, di fatica, che molto spesso si esprime nel rapporto con gli elementi naturali. Ciò nonostante notiamo come i toni di marrone, gli azzurri, piombo e i verdoni naturali, integrino l’atleta nel paesaggio che sta affrontando, in sport più slow come il fitness o il running. In merito a questo Andrea Fantini ha reso testimonianza di come in mezzo all’oceano, quando il cielo è azzurro significa che stai andando verso condizioni più clementi, per cui l’azzurro del cielo è sicuramente uno dei colori da lui prediletti, anche se opterebbe per andare incontro a un “ciclone” grigio per accelerare la sua corsa verso la vittoria. 

Roberto Tiburzi, dal suo osservatorio privilegiato di ARENA, ha proposto un focus sul colore legato al concetto di agonismo e fluidità di genere. Esistono colori genderless nell’agonismo o si aderisce sempre e comunque al binarismo di genere? Ora non ci sono più colori maschili e femminili, nonostante questo, il costume da bagno più diffuso rimane quello nero che, trattandosi di un indumento che lascia gran parte del corpo esposta, viene indossato con maggiore sicurezza e crea meno imbarazzo. I costumi da gara invece hanno subìto una rivoluzione. A cavallo tra il 2010 e il 2012 Arena ha introdotto colori fluo e brillanti nell’agonismo. Gli effetti micro troppo elaborati e colorati in TV non funzionano perché confondono e sono meno visibili anche per chi si trova fisicamente sugli spalti. 

Silvia Patta ci ha informati del fatto che, senza dimenticare i codici dello swimwear, CARVICO vuole dare un apporto creativo e unico alle sue cartelle colori, rinnovando i toni classici per rientrare nelle tendenze. Inoltre, CARVICO è Member Partner di Healthy Seas, ONG nata per recuperare le reti da pesca nel Mar Nero e nel Mare del Nord, sensibilizzando i pescatori e anche gli studenti nelle scuole. “Le reti recuperate vengono utilizzate per creare ECONIL, un filato riciclato di poliammide sempre più presente nelle nostre collezioni”, afferma.

In effetti Andrea Fantini ammette che gli è capitato spesso di vedere rifiuti in mare durante le gare, ingombranti e pericolosi, anche se sono più preoccupanti le microplastiche. 

A questo punto è interessante capire come si struttura l’abbigliamento da gara di un velista; Fantini ha risposto che, durante le regate, ha con sé solamente due o tre cambi. Nello specifico il suo abbigliamento da gara è composto di strati, di solito tre: uno strato a pelle, uno resistente all’acqua e infine la cerata. Il colore più evidente e caratterizzante è perciò senza dubbio quello della cerata. Ma è il beachwear che più di tutti gli altri tipi di abbigliamento sportivo ha influenza sulle tendenze dei colori. C’è una contaminazione importante anche alla luce dell’evoluzione dello stare in acqua, che sempre più avviene outdoor. La commistione tra performance e lifestyle nelle ultime stagioni ha influenzato notevolmente il look di molti capi, rinnovandolo in maniera radicale, con colori e grafiche sorprendenti. 

Ma qual è il trend? Silvia Patta ci ha resa chiara l’idea di un ritorno degli anni ‘90 che, con i loro blu e verdi accesi, i viola, i marroni, hanno impresso un’estetica definita anche nello sport. 

Mirella Becucci invece ci ha spiegato che un ritorno eclatante è stato quello della gamma del verde: verde scuro, verde bottiglia, il verde è sempre stato inserito nelle collezioni swimwear sebbene rimanesse piuttosto invenduto. Lo vediamo apparire adesso nelle più svariate campagne pubblicitarie, però i colori che non tramontano mai sono il nero e il blu marino.

Tiburzi ci spiega che ora sono gli atleti stessi a preferire e scegliere determinati colori per il loro abbigliamento sportivo. L’esempio di Adam Peaty, che sceglie di rappresentarsi attraverso l’elemento grafico del leone, oppure Gregorio Paltrinieri con il suo rosso. “È comunque di importanza fondamentale per noi l’enfasi sul logo”, dice. Che certifica anche la qualità del capo. 

Marco Poli in chiusura ha chiesto a Mirella Becucci se ci sono colori che è meglio non utilizzare per alcune discipline e siamo venuti a sapere che, una volta il viola nello sport non era tanto amato, anche per superstizione. Ora non importa più a nessuno, a ciascuno i colori che ama!