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CURIOSITIES

Intervista ad Alberto Corti, Co-Founder & CEO MONTICOLOR

di Marco Poli

La curiosità è una virtù fondamentale per progredire e MONTICOLOR non solo ha dato questo “naming” alla sua Collezione A/I 26-27 ma, ha ideato un segno grafico, forte, identificativo come fosse un’impronta digitale fatta di fili, rivendicandone così, con un sigillo, la paternità intellettuale… quali sono i segni distintivi più rilevanti di questa Collezione?

Ho sempre associato la curiosità all’intelligenza. Abbiamo voluto, grazie al lavoro del nostro team Stile, dare corpo a questo mood, molto identificativo della personalità MONTICOLOR. Desideriamo che a ogni brand e ad ogni stilista con cui ci interfacciamo rimanga un imprinting, un’impronta in effetti,  di questa nostra attitudine alla curiosità, alla ricerca e questo segno quasi di impronta digitale è un artwork sul quale ci si sofferma. 

La collezione FW26/27 “Curiosities” prende ispirazione dai Cabinets des Curiosités, raccolte di oggetti rari e meravigliosi, riprese nel nostro book dove filati e interpretazioni punto diventano protagonisti.

Tre storie si intrecciano al confine tra immaginazione e realtà, riflettendo lo spirito del nostro tempo. Dal gotico alle fiabe contemporanee, fino alle creature immaginate dall’intelligenza artificiale, la collezione esplora il misterioso, il surreale e l’inaspettato.

A fare da cornice, atmosfere transilvane e ottocentesche: è in questo scenario suggestivo che, in occasione della 97ª edizione di Pitti Filati, presenteremo i teli punto della collezione. Abbiamo già “trasmesso” ai nostri clienti alcune preview e possiamo affermare di aver riscontrato un diffuso apprezzamento. I book MONTICOLOR con punti maglia sono sempre molto apprezzati perché rappresentano importanti spunti e basi sulle quali costruire una collezione che, poi, potrà essere personalizzata. 

Nel contempo, le famiglie di filati Sense of Cashmere e Merino Connections si consolidano.

Per questa prossima stagione MONTICOLOR propone, tra i temi, proprio quello di cui hai accennato: Gothic Novels che si contrappone a Nordic e Arctic Sense insieme con Twinkle Sense, uno scintillìo, un nuovo inizio…  Luce e Buio che si alternano e si completano. Vediamo un richiamo all’Illuminismo di Diderot e Voltaire dove la ragione e il pragmatismo – di cui un’industria come la vostra non può fare a meno – devono inseguire la luce. Il vostro è un richiamo, un invito alla ragione, alla libertà, alla tolleranza e al progresso che la moda pare aver smarrito, oppure è l’elaborazione dello “spirito dei tempi” per contrastare fake news ed entropia, così diffuse oggi?

Credo che racchiuda un po’ tutto questo. Innanzitutto, abbiamo voluto come sempre dare ai nostri interlocutori nuovi, suggestivi spunti e abbiamo inserito con Nordic e Artic Sense questa componente di cashmere, di mano morbida e confortante che trasmette un aspetto molto delicato e misurato e un aspetto lucido. Con Twinkle Sense abbiamo inserito per la prima volta nella nostra Collezione delle paillettes. Però come si potrà vedere dalla cartella colori, abbiamo scelto soltanto colori naturali e dei grigi molto naturali. Sono colori raffinati e educati. In questo momento dobbiamo condividere con tutti i nostri interlocutori una situazione di mercato piuttosto complessa e imprevedibile che vorremmo contrastare oltre che con il servizio anche con un messaggio di luce e di calma, di raffinata apparente semplicità ma, molto sofisticata. Non ci interessa seguire sentieri già tracciati da altri ma, aprire nuove strade. La nostra storia ci insegna che spesso, su queste nuove strade MONTICOLOR ha trovato e rafforzato la sua identità, la sua reputazione. Non siamo più identificati soltanto come un’azienda cotoniera. Destiniamo il 3% del fatturato, circa 900.000 euro a ricerca e sviluppo e, questa decisione, porta i suoi frutti.

BIO VELVETY

Stiamo terminando i lavori di ampliamento di uno spazio aziendale che sarà destinato a showroom dove il patrimonio di ricerca e sviluppo di questi anni, sempre aggiornato, sarà consultabile. 

Creatività e Intelligenza Artificiale: MONTICOLOR, azienda riconosciuta e apprezzata anche per i filati fantasia, come si pone nel rapporto con l’Intelligenza Artificiale, con queste piattaforme? Non avvertite il rischio di omologazione e di poter perdere la paternità progettuale e un po’ di personalità creativa, soprattutto per il coté fantasia? 

MONTICOLOR è riconosciuta prevalentemente per i filati fantasia. Ovviamente proponiamo anche soluzioni più basiche e continuative. Ci stiamo approcciando con l’Intelligenza Artificiale ma, lo facciamo sempre in un modo che ritengo “intelligente”, considerandola come un supporto al quale riferirsi per avere informazioni e velocizzare i tempi di ricerca. Dopodiché, tutti gli spunti passano comunque dall’ufficio prodotto per la nostra analisi e per la creazione del “punto” e dare quell’anima necessaria che ci caratterizza. Se non fosse così, credo che il nostro cliente troverebbe un appiattimento di anima e di vita del prodotto che presentiamo. Il nostro payoff, creato molti anni fa, è: “il filato veste l’uomo ma, il colore veste l’anima”. E noi, mettiamo anima nel nostro lavoro e nei prodotti, questo ci identifica.

Dal vostro osservatorio privilegiato, dal quale vi confrontate con mercati oggi così turbolenti, instabili, e con i principali attori del sistema moda, quale scenario prevedete per questa seconda metà dell’anno? E, quale è stata la “ricetta MONTICOLOR”, il metodo per mantenere posizioni di fatturato in linea con il 2024, in questo primo semestre?

Come ho avuto modo di affermare durante la precedente conferenza stampa di gennaio, a Pitti Filati, già il risultato del fatturato 2024 in linea con quello 2023 è stato straordinario e, per la prima volta nella mia carriera ho dichiarato viva soddisfazione. Cosa che non ho mai fatto prima anche per un certo pudore scaramantico. Non avrei immaginato di mantenere sino al 30 giugno di quest’anno, sostanzialmente questo livello di fatturato, risultato raggiunto anche grazie al fatto di continuare a lavorare e a seminare con grande anticipo e passione. Alcuni progetti talvolta iniziano con entusiasmo e, per varie ragioni si bloccano ma, poi ritornano utili nel momento in cui il cliente sta cercando particolari soluzioni. Così, capita che il lavoro svolto in precedenza generi nuove opportunità che si concretizzano. Abbiamo fatto un ottimo primo semestre 2025 accompagnando i nostri clienti sino all’ultima richiesta. Non esiste una particolare ricetta, un ingrediente specifico. Ci sono diversi ingredienti complementari tra loro che sono sostenuti da grandi tenacia e passione da tutti i nostri collaboratori. Come hai accennato, invece, la seconda parte dell’anno desta una ragionevole, razionale preoccupazione perché stiamo andando incontro a una riduzione di fatturato. Tutti i forecast e i programmi dei brand si stanno ridimensionando. Il quadro geopolitico ed economico è sotto gli occhi di tutti, inevitabilmente si confermerà una contrazione. L’obiettivo è di “tenere botta” sino a quando il mercato ripartirà con slancio. Credo che il processo di ripartenza possa essere veramente molto veloce e, non appena si dovessero chiarire alcune situazioni di crisi internazionale,  immediatamente ripartirebbe l’entusiasmo di tornare a vivere e a consumare, fattori che poi si tradurrebbero positivamente in investimenti e in richieste di nuove produzioni da parte dell’industria abbigliamento-moda.