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Sfilata CNA

CNA Federmoda supporta le PMI. Anche nell’interpretazione delle tendenze.

Circa 25.000 imprese, rappresentative di tutta la filiera del sistema moda, gravitano nell’orbita di CNA Federmoda, presente in tutta Italia con oltre 1.000 sedi. Fra i molti servizi offerti agli associati rientrano anche le aree che toccano informazione/formazione/promozione, sulle quali la pandemia ha influito accelerando la modalità digitale, come ci ha spiegato il responsabile nazionale CNA Federmoda, Antonio Franceschini. 

“Ad esempio – ha specificato – nel campo della promozione, il format Welovemoda in Italy, iniziativa nata per dare visibilità alle eccellenze italiane e che a gennaio 2020 aveva avuto un momento fisico a Toronto è continuata quest’anno in formato digitale, come anche la presenza alla Norvegian Fashion Week. Altre nostre iniziative riguardano il Portale Mood Market che crea connessioni lungo tutte la filiera per trovare committenti sia in Italia che all’estero e la piattaforma di ricerca RMI, imperniata sul Concorso Nazionale Professione Moda Giovani che favorisce contaminazioni e sinergie fra imprese e scuole di ogni ordine e grado e sensibilizza aziende e studenti attraverso seminari sui temi della moda e della tecnologia”. Uno di questi webinar, svoltosi il 17 marzo, ha proprio sviluppato il tema “Come interpretare le tendenze moda per l’era post Covid-19” attraverso gli interventi di Sébastien Charpentier di Peclers Paris, Roberto Corbelli, direttore artistico di RMI e ricercatore tendenze, Sara Massi, responsabile dell’ufficio stile di Filpucci e Knitwear designer consultant, Bibi Ronchi delle edizioni Chiron e ricercatrice nei settori tessile e moda. La metodologia di ricerca di Peclers Paris si basa su studi socioculturali e prospettici in vari settori, ma non può prescindere dall’intuizione e dall’esperienza del proprio team multidisciplinare.

Anche gli archivi giocano un ruolo importante per elaborare dati e tendenze sui materiali e sui colori. I tempi e le modalità della moda sono però cambiate e le capsule collection rispondono al desiderio di collezioni più piccole.

Roberto Corbelli accenna alla brevità dei tempi che intercorrono fra la creazione e l’arrivo sul mercato delle proposte. Negli ultimi 10 anni si sono affernate due realtà: la ready-couture o semi-couture con meno capi ma di qualità più alta, e il ready-made, cioè la moda pronta che si inserisce fra le collezioni bridge e il pret-a-porter. 

Sara Massi, che per il suo lavoro ha parlato di ricerca ispirazionale che si adatta però ai cambiamenti della propria personalità e della società, ha ricordato come il lusso abbia bisogno di tempi più lenti e il processo creativo non si possa affrettare. Nella maglieria oggi domina il concetto no-season, alimentato anche dalla tendenza del mercato a usare gli stock invenduti per fare collezioni versatili e sostenibili, altro tema questo condiviso da tutti i relatori per l’attenzione che oggi sta avendo nella moda. La sostenibilità, dice Sara Massi, con la crisi è diventata una sfida perché si tratta di impegno intellettuale, ma anche economico che comporta costi. Secondo Bibi Ronchi, infatti, il costo della sostenibilità è un argomento importante perché porta a una selezione dei fornitori lungo la filiera. La ricercatrice ha ribadito l’importanza degli archivi in quanto patrimonio esperienziale di chi ci ha preceduto e ha citato nel comasco gli archivi Cavaliere Azzurro provenienti da Lione e Rose Unite dall’Inghilterra.

In conclusione, il moderatore Antonio Franceschini ha posto la domanda sulle tendenze per la primavera/estate 2022. Secondo Sébastien Charpentier ci saranno tanti colori tenui, naturali, legati alla vegetazione, mentre proseguiranno il rosa, l’arancio e il giallo; l’athleisure punterà su tessuti e materie responsabili e fili protettivi, il comfort avrà come priorità il benessere con focus sulla maglia tagliata, i materiali rustici avranno un aspetto più lussuoso. Corbelli ha parlato di ritorno alle fantasie, di attenzione all’artigianalità e di una nuova voglia di vivere, identificando in Fiorucci l’icona del passato a cui ispirarsi. I temi individuati da Sara Massi si basano sulla versatilità della maglieria con filati in mischia, sulla tattilità e l’aspetto grezzo, sul vintage dal sapore nostalgico, mentre il tema del lusso vira verso un’atmosfera onirica che privilegia il comfort ma, precisa, non c’è più voglia di capi basic. Bibi Ronchi divide i suoi quaderni un due parti: “pulizie di primavera” dove sono importanti gli aspetti tattili e di comfort e “solstizio d’estate” con l’esplosione del colore e l’esplorazione dell’artigianalità attraverso il recupero e la rielaborazione di tecniche del passato. 

Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda