A TAVOLA CON LA DIVISIONE MODA DI GL EVENTS
di Marco Poli
Un’iniziativa della Divisione Moda di GL events che ha promosso il confronto tra i protagonisti della filiera: produttori tessili, uffici ricerca e sviluppo, uffici stile, imprenditori della moda insieme, in un clima di convivialità informale per parlare di temi di attualità, di mercato e sui tempi di presentazione delle collezioni tessili.
Première Vision, in collaborazione con The TSL Gazette, ha riunito personalità e professionisti di questi settori in occasione di tre pranzi tematici, organizzati il 19, 20 e 21 maggio.
L’iniziativa ha beneficiato della presenza in città di numerosi operatori internazionali giunti a Milano per visitare Denim Première Vision, che il 20 e 21 maggio ha presentato collezioni tessili, accessori e capi in denim nel tradizionale appuntamento primaverile presso il Superstudio Più di via Tortona.

I tre incontri hanno coinvolto i seguenti partecipanti:
- Tavolo Denim: Rossella Castellan, Ufficio Stile Denim di AMIRI; Paolo Gnutti, Direttore Creativo di ISKO LUXURY BY PG; Barbara Gnutti, Fondatrice di EFFE-BI srl pr e media agency; Julieta Mercerat, esperta di denim e sostenibilità del team Première Vision; Marco Poli, Publisher di The TSL Gazette.
- Tavolo Sport: Giulio Colombo, AD di Colmar; Massimo Colombo, CEO di Colombo Industrie Tessili; Matteo De Giambattista, SEASE; Federico Veneroni, Responsabile Marketing Italia GL events – Première Vision; Marco Poli.
- Tavolo Fashion: Francesco Bova, WRTW, MRTW, Couture & Kids – Fabrics Research Manager di FENDI; Tommaso Pierini, Co-Founder e Creative Director di Basico Milano; Federico Boselli, Co-Founder e CEO di Luxury Jersey; Florence Rousson, Direttrice Generale della Divisione Moda di GL events; Marco Poli.
Oggi i tessitori internazionali guardano a Première Vision Paris non più soltanto come a una importante vetrina in cui poter presentare i propri campionari, ma come a un autentico crocevia strategico per interpretare le trasformazioni del mercato e consolidare nuove traiettorie di crescita. L’appuntamento diventa così occasione per intercettare esigenze internazionali sempre più articolate: dall’innovazione tecnologica alla costruzione di partnership intergenerazionali e di filiera, fino alla necessità di garantire una tracciabilità sostenibile, credibile e condivisa. In un contesto economico segnato da persistenti incertezze, le imprese ricercano inoltre strumenti comuni per rafforzare la coesione del settore, affrontare con maggiore lucidità le sfide competitive e accelerare la digitalizzazione dei processi creativi e produttivi.
In questo scenario, il Denim si conferma una delle materie più versatili del guardaroba contemporaneo: nato come tessuto funzionale e democratico, oggi attraversa con sorprendente naturalezza i territori della couture, del lusso e delle collezioni più essenziali. A questo tavolo ci si è confrontati anche su come, la sua forza, risieda proprio nella capacità di mutare registro senza perdere identità: può farsi supporto per costruzioni sartoriali sofisticate, superfici sperimentali, interventi ornamentali e lavaggi complessi, ma anche restare base quotidiana, accessibile e trasversale. Particolarmente significativo appare il ruolo del denim jacquard, che imprime alla tela indigo una nuova profondità decorativa e tattile: motivi grafici, disegni floreali, effetti trompe-l’œil, texture tridimensionali e monogrammi tessuti direttamente nella struttura del materiale ne fanno oggi uno dei linguaggi più attuali per coniugare artigianalità, ricerca industriale e desiderio di unicità. Non più semplice variazione estetica, lo jacquard denim diventa così un terreno di confronto tra memoria workwear e ambizione couture, tra prodotto commerciale e pezzo distintivo, confermando il denim come risorsa creativa inesauribile e, forse, la più adattabile dell’intero sistema moda. In questa prospettiva, Denim Première Vision diventa un appuntamento imperdibile: un osservatorio in cui intercettare segnali, materiali, lavorazioni e sensibilità emergenti, ponendo le basi per la ricerca e la progettazione delle prossime collezioni moda.

Al tavolo “Sport” si è rilevato come i tessuti di questo comparto occupino oggi una posizione sempre più centrale nel sistema moda, perché sono chiamati a rispondere a esigenze molteplici e talvolta apparentemente opposte: performance e comfort, tecnicità e naturalezza, resistenza e morbidezza, funzionalità e desiderio estetico. Tra active e leisure, tra soft casual e silent luxury, questo comparto è forse quello al quale il mercato chiede di più: materiali capaci di accompagnare il movimento, garantire protezione, traspirabilità e durata, ma anche superfici raffinate, mano piacevole, aspetto sofisticato e una versatilità tale da dialogare con il guardaroba urbano, con il travelwear, con il workwear evoluto e con le collezioni premium. In questo contesto, i tempi di presentazione diventano un nodo strategico: le collezioni che integrano tessuti tecnici e performanti richiedono infatti cicli di ricerca più anticipati, test più accurati, verifiche su resa, manutenzione, sostenibilità e industrializzazione, e devono quindi essere mostrate in fiera con sufficiente anticipo rispetto allo sviluppo della stagione. A una fiera internazionale come Première Vision si chiede dunque non solo di esporre prodotti, ma di offrire una vera ricetta di orientamento: selezionare innovazione credibile, mettere in relazione filiera creativa e filiera industriale, leggere i bisogni dei brand, favorire il confronto tra materiali naturali e soluzioni high-tech, indicare scenari colore e texture, e trasformarsi in piattaforma di progetto. La sua funzione diventa così quella di laboratorio avanzato, capace di aiutare uffici stile, sourcing e ricerca a costruire collezioni più coerenti, performanti e desiderabili, anticipando le necessità di un consumatore che non distingue più rigidamente tra abito tecnico, capo quotidiano e prodotto di lusso discreto.

Al tavolo “Fashion” il dialogo e il confronto hanno assunto altre sfumature, mettendo in evidenza come, tanto dalla parte del tessile quanto da quella dei brand della confezione prêt-à-porter, lusso e couture, il tema delle date fieristiche sia ormai diventato centrale. Non si tratta soltanto di anticipare o posticipare un appuntamento in calendario, ma di comprendere quale sia il momento più utile perché la parte alta della filiera possa incontrarsi attorno a proposte già mature, selezionate e coerenti con le esigenze di ricerca degli uffici stile. È emersa, in particolare, la necessità di un format più raccolto e mirato, capace di presentare collezioni e novità tessili anche internazionali, ma omologate per standing, qualità, posizionamento e target di riferimento: un contesto in cui il tempo della visita sia più concentrato, la relazione più diretta e la proposta espositiva più affine ai bisogni di chi lavora sul prodotto più sofisticato. La Divisione Moda di GL events ha già interpretato questa esigenza attraverso Blossom, appuntamento organizzato due volte l’anno secondo una formula selettiva, anticipata e orientata al top-end del mercato. Proprio per questo, la riflessione si è naturalmente spostata su Milano: perché non immaginare anche qui una piattaforma analoga, capace di valorizzare la città non solo come capitale riconosciuta della moda, ma come crocevia operativo di imprescindibile rilievo per designer, buyer, uffici prodotto, maison del lusso e manifatture d’eccellenza? Una manifestazione con una selezionata presenza di aziende espositrici, produttrici di tessuti e di pelli specificatamente pensata per l’alto di gamma, potrebbe diventare un ponte strategico tra la ricerca tessile più qualificata e le esigenze creative dei marchi, soprattutto donna, rafforzando il ruolo di Milano come luogo di incontro privilegiato tra cultura industriale, sensibilità estetica e progettualità internazionale.