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FRANCESCA LEVI, QUANDO L’ARTE DIVENTA ABITO

Quando la pittura incontra il tessuto, il confine tra arte e moda si trasforma: l’opera d’arte abbandona la bidimensionalità della tela per diventare materia, movimento e superficie da indossare. È il principio alla base di Art to Wear, il progetto di Francesca Levi protagonista della mostra ospitata alla galleria d’arte Marco Bertoli – M45, in via Manzoni 45 a Milano.

Klimt_ Francesca Levi 

Sette abiti unici, realizzati e dipinti a mano, reinterpretano i linguaggi di Joan Miró, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Pablo Picasso, Wassily Kandinsky e Katsushika Hokusai attraverso un processo creativo che supera la semplice trasposizione dell’immagine pittorica sul capo. Forme, segni, colori ed equilibri compositivi vengono infatti estratti dalle opere di riferimento e rielaborati in funzione delle proporzioni e della struttura dell’abito, dando vita a composizioni che si sviluppano lungo il busto, le maniche e il retro, modificandosi a seconda della prospettiva e del movimento del corpo. Il tessuto diventa così parte attiva del linguaggio artistico, reagendo alla luce e alle pieghe e trasformando continuamente la percezione del disegno.

Kandisky_ Francesca Levi

Nelle creazioni ispirate a Klimt, il raso dorato si anima di spirali, geometrie e accenti metallici, mentre il riferimento a Miró prende forma attraverso colori primari, linee sottili e figure essenziali distribuite sull’intera superficie del capo.

L’universo di Picasso viene tradotto in sovrapposizioni di piani e geometrie nelle tonalità del grigio, del nero e dell’argento, mentre il lavoro dedicato a Kandinsky esplora il ritmo delle forme e le tensioni cromatiche. Con Fontana, il segno si riduce all’essenziale e il vuoto assume un ruolo espressivo, richiamando la ricerca spaziale dell’artista. A Hokusai è invece dedicata una creazione che riprende un abito lungo nero realizzato da Francesca Levi alcuni anni fa, ispirato a La grande onda di Kanagawa: la forza dell’acqua e dello spruzzo viene tradotta in un’immagine che acquista una dimensione diversa quando il capo viene indossato.

La scelta della galleria M45 aggiunge un ulteriore livello di lettura al progetto. Situato nello storico indirizzo milanese che ospitò la Galleria del Naviglio, luogo legato alle avanguardie e allo Spazialismo di Lucio Fontana, lo spazio fondato da Marco Bertoli e Angelo Enrico si configura come un ambiente raccolto, concepito per favorire un rapporto diretto con le opere. Qui gli abiti vengono osservati al di là della loro funzione, mettendo in evidenza la manualità della pittura, le sovrapposizioni, le variazioni materiche e il rapporto tra le diverse parti della composizione. Artista e designer, Francesca Levi ha sviluppato un percorso trasversale tra arte, architettura, design, gioiello e moda, dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera e gli studi di architettura e Industrial Design. La pittura applicata all’abito è diventata uno dei nuclei centrali della sua ricerca, attraverso creazioni uniche nelle quali il gesto manuale rimane visibile e ogni intervento conserva la propria irripetibilità. Con Art to Wear, il passaggio dal quadro all’abito si configura così come una trasformazione del linguaggio artistico: l’immagine si libera dalla staticità della tela e trova nel corpo una nuova superficie espressiva, in cui materia, spazio e movimento diventano parte integrante dell’opera.

www.francescalevi.design