CAMPOLMI, UN FILO CHE LEGA FIRENZE AL MONDO
di Marco Poli

Abbiamo incontrato Tommaso Campolmi, quarta generazione insieme con il fratello Simone e il cugino Rocco, che ci ha parlato di una storia di famiglia, di passione e anche di coraggio e determinazione.
L’attività, nata negli anni Trenta a Cerbaia, Val di Pesa in provincia di Firenze, da una piccola merceria di paese, si è trasformata in un’impresa virtuosa di produzione e commercializzazione grazie alla visione di Giampaolo Campolmi (fondatore). Oggi è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la qualità dei suoi filati e per il servizio anche su misura per piccole realtà produttive o artigianali.
Tommaso, la sua famiglia ha iniziato l’attività proprio da un punto vendita e oggi, oltre settanta anni dopo, CAMPOLMI ha mantenuto un punto vendita a Firenze, a pochi passi dal Duomo. La scelta del negozio vi consente di avere un contatto diretto con il pubblico e di monitorare anche le correnti del gusto, della sua evoluzione. Questo rapporto diretto, la richiesta dei clienti al dettaglio, orienta anche le vostre scelte produttive?

Assolutamente sì, grazie allo storico negozio a due passi dal Duomo siamo in grado di toccare con mano il cambiamento di usi e costumi e di viverlo attivamente insieme alla nostra clientela, in continua evoluzione.
Questo ci permette di sperimentare nuovi trend internazionali e creare filati ad hoc in base ai mutamenti di mercato anche se come realtà siamo molto tradizionali e ancorati ai valori di qualità, trasparenza e onestà dei nostri prodotti/servizi. Per ciò che concerne prettamente le scelte produttive, ripeto, si, il negozio è un indicatore sincero delle tendenze ma siamo molto attenti anche a livello internazionale per poter soddisfare esigenze sempre più specifiche, sostenibili e ad hoc di brand e case di moda.
Firenze è una città che ospita turisti da tutto il mondo. I clienti del vostro negozio sono per lo più locali o provengono anche da altre parti d’Italia e dall’estero? E che tipo di Filati per aguglieria proponete?
Abbiamo una variegata clientela, intendo sia di genere, di età e di nazionalità. Sicuramente negli ultimi 10 anni la clientela internazionale ha preso di gran lunga il largo, essendo esercizio storico siamo all’interno di circuiti della città che ci promuovono come punto d’interesse ma, anche i clienti Italiani e fiorentini apprezzano molto l’arte del fatto a mano e del lavoro a maglia. Per quanto riguarda i filati di aguglieria noi proponiamo composizioni di fibre nobili come alpaca, mohair, kid mohair e cashmere, lane pregiate ma, non mancano nemmeno i filati fantasia, misti lana, cotoni, fibre naturali e finezze per lavori a macchina e telaio.
Selezionate il tops cardato e pettinato dalle migliori produzioni mondiali di fibra di origine animale e vegetale, per lavorarlo nei vostri stabilimenti toscani, attraverso processi di trasformazione che controllate e monitorate in ogni fase, sino al packaging. Questa filiera controllata, certificata, tracciabile come è comunicata al mercato?
Si, selezioniamo i migliori tops pettinati per poi creare i nostri filati presso gli stabilimenti toscani che monitoriamo attraverso un controllo qualità ad hoc per poter offrire filati di qualità garantita e da quest’anno anche certificati per essere al passo con le nuove disposizioni e richieste di mercato. La comunicazione avviene attraverso i nostri canali tradizionali offline (negozio, magazzino e collaboratori), ma anche e soprattutto online (sito internet, social e blog) e sulle riviste di settore.
CAMPOLMI produce svariate tipologie di filati in pura lana, fibra mista, cotone, fibre naturali e pregiate (come mohair,alpaca, cashmere), in varie finezze e composizioni e in un’ampia gamma di colori. La produzione comprende filati per maglieria, tessitura e aguglieria. Tra queste tipologie quale si può dire rappresenti la più ampia quota di produzione?
Sicuramente tutto ciò che fa riferimento alla lana, abbiamo diverse composizioni e varie finezze per rispondere alle più disparate esigenze della clientela. Trattiamo varie tipologie di tops di micronaggi pregiati fino al 17mc che poi andranno a creare i nostri filati prevalentemente puri (100% Lana) anche se riusciamo ad inventare miste alte con altre fibre nobili tipo Alpaca e Mohair.
Per quanto riguarda il cotone bio, sappiamo che recentemente avete avviato test specifici. In che cosa consistono questi test e a che punto sono?
Si, abbiamo inserito un nuovo articolo per la collezione primavera/estate e consiste in un blend di Cotone Bio e fibra di Bamboo che sta già riscontrando i primi esiti positivi dalla nostra clientela, ma stiamo anche facendo test su altre fibre naturali e riciclabili.
Voi proponete anche articoli consolidati, per i quali siete riconosciuti, in cotone naturale grezzo opaco, presenti da anni nelle vostre proposte. Dal punto di vista stilistico quale tipologia di cotone oggi è la più richiesta e, funziona prevalentemente per la stagione Primavera-Estate o il cotone, in titoli più grossi e in blend con altre fibre è richiesto anche in Inverno?
Abbiamo il nostro cotone America opaco, che ha un effetto naturale ed è uno dei must della collezione estiva, ma lavoriamo molto bene anche con cotoni pettinati mercerizzati anch’essi di varie finezze e sempre puri. In riferimento ai blend estivi abbiamo una collezione di cotone con lino, con bamboo, con lana e sono molto richieste anche le fibre estive naturali quali il lino, la canapa, la seta e le viscose.
Quali sono gli highlights della vostra nuova collezione Primavera-Estate 2026?
Ci stiamo concentrando sul consolidamento di tre linee che ci hanno sempre rappresentato e sono in ordine: Linea cotoni, Cotoni Blend, Fibre Naturali. Abbiamo anche una novità che stiamo testando ed è in uscita nelle prossime settimane, ma il nostro sforzo maggiore è nel dare al cliente un articolo evergreen e sempre in stock service. Ascoltiamo, vediamo e consideriamo le mode ma poi dobbiamo e vogliamo offrire un filato che possa stare sul mercato per anni e non solo per una stagione.

La storia della sua famiglia è una storia imprenditoriale di coraggio e determinazione. Dopo l’alluvione a Firenze del 1966 infatti, che aveva allagato il vostro negozio, siete ripartiti e avete rilanciato un’attività industriale. La vostra generazione svilupperà ulteriormente questa attività, magari nella scelta di nuove linee “sostenibili” o un rinnovamento è già in atto?
Si, decisamente nostro Nonno Giampaolo, il fondatore, dopo l’alluvione del ‘66 perse tutto e ci ritrovammo a dover far fronte alle enormi perdite, danni e debiti che l’attività dovette contrarre con le banche. Per fortuna, con grande impegno, dedizione e lavoro, l’attività è rifiorita negli anni successivi espandendosi anche oltre i confini nazionali. Oggi, noi della nuova generazione stiamo portando avanti la tradizione di famiglia con nuove idee e strategie aziendali più attuali e sostenibili con l’obiettivo di poter diventare un punto di riferimento nel mondo per tutti gli amanti del lavoro a maglia e a macchina. Ci stiamo espandendo a livello mondiale per poter dare all’azienda un respiro internazionale e creare legami, partnership, connessioni di valore, rappresentando il made in Italy, l’artigianato e Firenze ovunque con il nostro brand Campolmi.