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MODA E DISTRIBUZIONE 4.0: VISIONI, SFIDE E OPPORTUNITÀ DAL SUMMIT CSM SUL FUTURO DEL SETTORE

La voce degli agenti, degli showroom, dei buyer e delle istituzioni per un nuovo equilibrio nel fashion system

“Distribuzione 4.0. Il futuro della moda. L’importanza e il valore degli agenti e degli Showroom. Le nuove opportunità nel cambiamento”

Mauro Galligari, Direttore della Comunicazione CSM, con la giornalista Fabiana Giacomotti, moderatrice dell’incontro

La scelta di organizzare il Summit CSM – Camera Showroom Milano – sul tetto di Milano, al 39° piano di Palazzo Lombardia, va oltre la semplice formalità istituzionale: rappresenta la metafora di una visione panoramica, come quella di un’aquila che dall’alto osserva il suo ambiente, in questo caso il mondo della moda, cogliendone in modo nitido le sfumature, soprattutto nelle giornate limpide come quella del 9 dicembre scorso. Il settore moda attraversa una fase delicata, in cui la distribuzione si confronta con le trasformazioni dettate dalla tecnologia e dal mercato globale. A orchestrare l’incontro, Mauro Galligari, Direttore della Comunicazione CSM, con la giornalista Fabiana Giacomotti a moderare gli interventi in modo brillante, competente come un direttore d’orchestra.

Gigliola Maule, Presidente Camera Showroom Milano

Gigliola Maule, Presidente Camera Showroom Milano, ha aperto il dibattito evidenziando il valore delle sinergie per costruire nuove opportunità future. Il vicepresidente di Regione Lombardia, Marco Alparone, ha sottolineato il ruolo cruciale delle PMI lombarde, l’importanza della presentazione e della collaborazione per trasformare le sfide in occasioni di crescita. Moreno Vignolini, Presidente Confartigianato Moda, ha puntato sull’equilibrio, preceduto da Licia Redolfi, Direttrice ricerche Confartigianato, che con dati concreti ha illustrato il clima di incertezza causato da dazi e instabilità politica, con ricadute negative sulla domanda interna ed esterna e la chiusura di molte piccole imprese.

Vignolini ha poi affrontato il tema dei prodotti provenienti dalla Cina, che minano la credibilità del made in Italy. Ha ribadito che l’artigianato italiano rappresenta una risorsa preziosa: le imprese artigiane non delocalizzano, mantengono serietà e professionalità. Tracciabilità e trasparenza sono i pilastri su cui ricostruire la reputazione del made in Italy e offrire opportunità ai giovani stilisti.

Sollecitato da Giacomotti, Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale Moda Italiana, è intervenuto sulla necessità di chiarezza nella filiera e sulla responsabilità dei fornitori: chi opera illegalmente va trattato come un falsario.

Nunzia Ricotta dell’ICE ha illustrato il supporto alle aziende, soprattutto per l’export, per missioni che organizza nell’arco dell’anno. Riccardo Maria Monti, ex Presidente ICE, ha definito la Cina un mercato imprescindibile, dove la qualità e la robotizzazione crescono rapidamente. Capasa, quindi,  ha proposto dazi sui “pacchi” dalla Cina, destinando gli introiti al Sistema Moda.

Il ruolo degli showroom nella filiera tessile è stato approfondito da Francesco Lubrano, Vicepresidente Camera Showroom Milano, che ha evidenziato il sostegno alle aziende nell’internazionalizzazione. La sua stessa organizzazione, spesso, opera come direzione commerciale per alcune aziende che rappresenta, più come partner. Con lui, i retailer Claudio Betti e Mario Dell’Oglio hanno discusso sull’evoluzione dei prezzi e sul superamento dell’acquisto dei top brand, sottolineando l’importanza dei siti catalogo e dell’esperienza in boutique, che rimane determinante.

Marc Sondermann, Ceo Circle, ha invitato a guardare il mercato attuale e non quello passato: oggi anche i clienti più facoltosi cercano valore reale e non sono disposti a spendere per prodotti di lusso che non lo meritano.

Milano è stata celebrata come vetrina e capitale mondiale della moda da Alessia Cappello, Assessora Moda Comune, che ha ricordato la recente nomina della città come metropoli più attrattiva per moda e design. Il parterre di ospiti ha riconosciuto questa leadership di Milano; tuttavia, ha evidenziato come la città stia diventando sempre più esclusiva e non inclusiva e come questo si ripercuota sul costo della vita e dei suoi servizi.

Debora Massari, Assessora Moda Regione Lombardia, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione con Camera della Moda e di promuovere la sostenibilità e la digitalizzazione delle imprese attraverso bandi dedicati.

David Pambianco, Ceo di Pambianco Editoriale, ha ribadito che il mercato offre spazio a tutti: ogni marchio deve proporre il proprio storytelling e il cliente deciderà. “Non ha senso demonizzare il lusso”. Massimiliano Ferrari, fondatore di MC2 Saint Barth, ha aggiunto: “Bisogna essere onesti con il cliente. Il consumatore è stato ingannato dai prezzi, c’è confusione. Non è il lusso in crisi. Il lusso deve essere un sogno, non la T-shirt con Topolino”.

Mauro Ferraresi, Docente Università IULM, ha parlato poi di crisi strutturale del sistema moda dovuta ai cambiamenti socioeconomici. Secondo lui, la democratizzazione del lusso ha portato a una confusione di valori e prezzi davvero esagerati. Ha concluso evidenziando il bisogno di un “selezionatore culturale” che può essere lo showroom, spazio di confronto e aggregazione, soprattutto in una città come Milano che unisce arte, fashion e design.

un momento dell’incontro, in prima fila da sinistra: Gigliola Maule; Marc Sondermann CEO Circle; in seconda fila da sinistra: Daniele Ghiselli, Daniele Ghiselli Showroom; Elena Dusi; Marco Poli, Publisher The TSL Gazette