THE FABRICS’ SOUP
di Marco Poli
LE SFILATE UOMO A MILANO E IL SENSO DELLA TOVAGLIA “RUSTICHELLA”
Quando si sceglie un ristorante, oltre al menù e alla reputazione dello chef, si sceglie in genere anche un
ambiente, un mood e il servizio che viene offerto e che ci si aspetta di trovare.
Il conto è di solito commisurato a tutti questi elementi.
Se scegli di cenare all’Harry’s bar di Firenze, potrai iniziare con un Bellini, cocktail per il quale lo storico
locale è noto, e continuare con alcuni piatti della sua tradizione, forse rivisitati, attualizzati ma, mai stravolti.
I camerieri in giacca bianca e cravatta sono premurosi e adeguati al contesto.
Ci spiazzerebbe, credo, trovare all’Harry’s bar la tovaglia a quadretti bianchi e rossi vichy che io chiamo
“rustichella” e che si trova di solito al tavolo di trattorie dove, pure si mangia bene (spesso molto bene) ma,
dove il conto e il servizio sono più “democratici”.
Ora mi chiedo, non certo come autorità della moda ma come consumatore e osservatore di un certo
settore, perché un brand riconosciuto a livello mondiale come Prada, una eccellenza del made in Italy
debba far sfilare uomini con camicioni e soprabiti stile rustichella. Certo, la collezione era incentrata sul
concetto di “semplicità” e, dice lo stilista: “l’intento era anche quello di disegnare abiti che la gente potesse
indossare per davvero, un contrasto tra classicità e spontaneità”.
Ecco, mi si aiuti a capire il senso di questa semplicità che dovrebbe indurre gli uomini ad acquistare questi
capi, perché sicuramente non incontrerò in metropolitana né a Milano, né a Londra o a Parigi, né andando
in scooter uomini vestiti con una tovaglia o con una tendina di quelle che si vedono talvolta nelle trattorie
alla buona che, ingenuamente, arredano così le loro sale da pranzo e ci invitano a sedere a tavole dove
servono vino sfuso della casa… capi-tovaglia-tendina per altro costosi.
E pensare che, sui red carpet dove questa griffe è di casa e ci rappresenta, i suoi testimonial
orgogliosamente indossano capi e outfit che riconducono a un lusso sobrio e ricercato, a un taglio sapiente,
alle volte audace che spesso “elevano” nello status chi li indossa ponendo il personaggio come modello da
emulare in tutto il mondo.
Ci sentiamo pronti per vedere a Venezia, a Cannes, a Berlino o a Hollywood la moda uomo del miglior
made in Italy trasformata, esemplificata in tovaglie e tendine, secondo il più tradizionale cliché:
Italia = Spaghetti e Mandolino?

La cover del menù Harry’s Bar 
Prada estate 2023