Per Tessitura Lazzati l’attenzione all’ambiente è una scelta imprescindibile
La pandemia ha accentuato l’attenzione all’ambiente da parte dei consumatori e ha spinto le aziende verso prodotti sempre più green. E’ il caso della Tessitura Lazzati di San Vittore Olona (MI) che nel 2020 ha visto crescere la richiesta di materiali eco-friendly. Ovvero, filati di poliestere e nylon interamente ottenuti da processi di recupero, ma anche finissaggi senza il ricorso a sostanze chimiche inquinanti. Quindi processi che sono il frutto di un lungo percorso di ricerca e che hanno consentito all’azienda di ottenere la certificazione GRS (Global Recycle Standard) che, per tramite di Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale), certifica non solamente la filiera eco per i materiali dichiarati 100% riciclati, ma anche che l’azienda stessa è attenta alle tematiche ambientali, politiche e sociali con azioni utili al territorio. Il poliestere è ottenuto da un processo di recupero delle bottiglie in plastica, mentre il nylon deriva dal recupero di reti da pesca e tappeti non più utilizzati, materiali che trovano impiego nel settore sportivo e fashion. È anche possibile ritrovare questa “spinta green” verso i finissaggi utilizzati per aggiungere l’idrorepellenza nei tessuti. «La soluzione C-zero – spiega Marilena Vercesi (nella foto), responsabile del reparto di Ricerca e Sviluppo della Tessitura Fibre Artificiali A. Lazzati – prevede l’impiego di una resina particolare che non utilizza sostanze chimiche perfluoroalchiliche come PFOS e PFOA, sostanze particolarmente inquinanti e già oggetto di restrizioni da parte dell’Unione Europea. Con questo finissaggio non vengono alterate le caratteristiche del tessuto e, allo stesso tempo, anche in fase di lavaggio non c’è pericolo di rilascio di tossine dannose per l’ambiente».