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THE FABRICS’ SOUP

Durante un recente viaggio Stampa, ho rivisto Silvia Stella Osella. L’ho sentita parlare della “Durabilità Emotiva” e le ho chiesto di scrivere per noi su questo tema, così interessante, attuale. Qui di seguito potrete leggere una sua riflessione che, sono certo, vi aiuterà a comprenderne l’importanza. La Durabilità emotiva rappresenta oggi una delle leve più interessanti per ridurre l’impatto ambientale della moda.

Una Soup, stavolta non “cucinata” da me… ma davvero di gran gusto!

Marco Poli

LA DURABILITA’ EMOTIVA

di Silvia Stella Osella

Silvia Stella Osella
credits: Arianna Roda

La durabilità emotiva (emotional durability) è la capacità di un prodotto di mantenere nel tempo il proprio valore affettivo, simbolico e culturale agli occhi di chi lo utilizza. Il concetto, sviluppato dal ricercatore britannico Jonathan Chapman, parte dall’idea che gli oggetti non vengano abbandonati solo perché si deteriorano fisicamente, ma soprattutto perché perdono rilevanza emotiva. A differenza della durabilità fisica, che riguarda la resistenza dei materiali, la qualità costruttiva e la capacità di un prodotto di mantenere le proprie prestazioni nel tempo, la durabilità emotiva si concentra sul legame che si crea tra persona e oggetto. Un capo può essere tecnicamente integro e realizzato con materiali eccellenti, ma essere comunque scartato dopo poche stagioni se non suscita più interesse, identificazione o desiderio.

Nel settore moda e tessile, la durabilità emotiva assume oggi un ruolo strategico. In un contesto dominato dal fast fashion, dalla sovrapproduzione e da cicli di consumo sempre più rapidi, prolungare la vita utile dei prodotti non dipende soltanto dalla loro qualità materiale, ma anche dalla capacità di costruire relazioni durature con i consumatori. Design che prescinde dai trend più effimeri, personalizzazione, riparabilità, trasparenza nella filiera e valore artigianale sono alcuni degli elementi che possono contribuire a costruire una relazione più duratura tra prodotto e consumatore. A questi si aggiunge il ruolo sempre più centrale dello storytelling: non una semplice strategia di marketing, ma la capacità di attribuire significato agli oggetti, evocare emozioni e creare connessioni profonde con chi li utilizza.

Quando un prodotto riesce a rappresentare valori, ricordi o aspetti della propria identità, aumenta la probabilità che venga conservato, curato e tramandato nel tempo. È lo stesso meccanismo che rende preziosi molti capi ereditati dalle generazioni precedenti: il loro valore non risiede soltanto nella qualità materiale, ma nelle storie, nelle memorie e nei significati che incorporano.

Per questo motivo, la durabilità emotiva è considerata oggi una delle leve più interessanti per ridurre l’impatto ambientale della moda: non attraverso il semplice miglioramento delle prestazioni tecniche dei materiali, ma favorendo un cambiamento culturale nel rapporto tra persone e prodotti.

SILVIA STELLA OSELLA: LONG STORY SHORT

Silvia Stella Osella è una consulente creativa con base a Milano, attiva nei campi della moda, della sostenibilità e della comunicazione. Dopo aver collaborato con alcune delle principali aziende tessili europee, nel 2015 ha fondato il proprio studio, sviluppando un approccio che unisce ricerca estetica, innovazione responsabile e progettazione consapevole.

Da quindici anni si occupa di moda sostenibile, affiancando brand, produttori e startup nella definizione di strategie, materiali, prodotti e narrazioni capaci di tradurre gli impegni ambientali e sociali in pratiche concrete e credibili.Insegna in università come Istituto Marangoni, NABA e Domus Academy, svolge attività di formazione aziendale e collabora con testate italiane e internazionali. Attraverso la sua piattaforma editoriale EDITED BY e il suo lavoro di divulgazione, promuove una visione della sostenibilità come tema culturale, capace di ridefinire il rapporto tra bellezza, produzione e valore