Skip to main content

THE FABRICS’ SOUP

2026: LA MODA TRA FRAMMENTAZIONE GLOBALE E SFIDE ECONOMICHE

di Marco Poli

Geopolitica e debole crescita ridisegnano le strategie del settore

A gennaio 2026, l’interazione tra geopolitica, economia e moda delinea un anno di profonda trasformazione strutturale, caratterizzato da nuove strategie di resilienza.  Nel 2026 il settore della moda si trova a navigare acque turbolente, sospeso tra tensioni geopolitiche e una crescita economica al rallentatore. Le catene di approvvigionamento sono messe alla prova da nuovi dazi, politiche protezionistiche e “crisi regionali” che spingono le aziende a diversificare la produzione e puntare su fornitori affidabili, spesso fuori dalla Cina (India, Vietnam…). Questa riorganizzazione strategica mira a ridurre i rischi logistici e rispondere più rapidamente alle esigenze dei mercati. Sul fronte economico, la crescita mondiale rallenta e il settore moda reagisce con l’aumento dei prezzi, trainato sia dall’inflazione, sia dai nuovi dazi. Il 70% dei dirigenti moda è costretto a ritoccare verso l’alto i listini. I consumatori, più attenti al valore, soprattutto in Europa e Cina, contribuiscono a mantenere la crescita del comparto su cifre modeste. In questo scenario, la resilienza e la capacità di adattamento diventano le parole chiave per affrontare un nuovo anno denso di incognite ma, anche di opportunità. 

2026 in pillole:

1. Consumi prudenti: I consumatori, specialmente in Europa e Cina, sono più orientati al valore “value-conscious”, portando a una crescita a singola cifra bassa del settore moda.

2.  Crisi regionali o conflitti in corso (Venezuela o Ucraina):  creano incertezza, spingendo verso il near-shoring(produzione più vicina ai mercati di vendita) per ridurre i rischi logistici e aumentare la velocità di risposta.

3. Sourcing strategico: L’affidabilità dei fornitori è diventata una priorità assoluta rispetto al mero risparmio sui costi. 

4. Moda: Tendenze e Trasformazione Digitale. Il settore risponde alla crisi con innovazione tecnologica e un ritorno all’espressività:

Intelligenza Artificiale: Non è più un vantaggio competitivo ma una necessità operativa. Oltre un terzo delle aziende la utilizza per il marketing, il servizio clienti e l’ottimizzazione dell’inventario.

Estetica “Loud Luxury”: Dopo il periodo del “quiet luxury”, le sfilate del 2026 celebrano il massimalismo con colori vivaci (giallo celestiale, rosa), pizzi, frange e accessori oversize.

5. Sostenibilità e Second-hand: Cresce l’interesse delle Generazioni Alpha per il mercato dell’usato, mentre le normative ESG (Environmental, Social, and Governance) spingono verso l’adozione di materiali circolari. 

Apparel Sourcing and Trade Outlook for 2026 dic 2025 — Apparel Sourcing and Trade Outlook for 2026 – Top challenges in 2026.  The State of Fashion 2026: When the rules change | McKinsey – McKinsey & Company