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EUROJERSEY OSPITA LA DODICESIMA EDIZIONE DELL’EVENTO 4SUSTAINABILITY ALLA PRESENZA DI UN IMPORTANTE PARTERRE TRA BRAND ED ECCELLENZE DELLA FILIERA MODA

Caronno Pertusella (VA), 3 ottobre 2025

Parlare di filiera moda e del “fare” bene e sostenibile in Italia assume certamente un significato più profondo e credibile se la sede dell’incontro è una fabbrica, in questo caso lo stabilimento produttivo di Eurojersey a Caronno Pertusella (Varese), proprio dove sono in funzione macchine per la nobilitazione tessile. Oltre 500 sono stati i partecipanti (in persona ed online) con ospiti di rilievo. 4sustainability, è ormai divenuto un appuntamento fisso per gli addetti ai lavori che vogliono confrontarsi sulla transizione sostenibile, la grande sfida su cui si gioca il futuro del settore moda. E Ympact, ideatore e protagonista dell’iniziativa, lo fa non in astratto, ma condividendo dati, strategie, case study e metodi, senza chiudere gli occhi di fronte alle reali criticità.

Ympact, ecosistema che connette i brand alle loro filiere, permette di tracciare i dati chiave di prodotti e processi, di monitorare la compliance di filiera, misurare e ridurre gli impatti, ottimizzare l’operatività delle aziende in linea con le richieste del mercato e gli sviluppi normativi. È l’unica piattaforma che può implementare il framework 4sustainability con cui le aziende possono misurare le proprie performance sulle dimensioni chiave della sostenibilità del settore. Il brand riunisce le aziende del gruppo YHub, che ha visto l’ingresso nella compagine societaria di Foro delle Arti (Holding di Brunello Cucinelli SpA), Matteo Marzotto, Federico Marchetti, Giorgio Armani SpA e Fondazione del Tessile Italiano. 

Francesca Rulli (ideatrice del framework 4sustainability®) e Massimo Brandellero (founder di The ID Factory), co-founder di Ympact, hanno dichiarato: “Anche quest’Evento, conferma l’interesse del settore ai percorsi condivisi per la moda responsabile: brand e filiera sono chiamati a collaborare per tracciare processi e prodotti, e monitorare l’impatto ambientale e sociale verso nuovi modelli di produzione sostenibile. Con Ympact, supportiamo i percorsi di marchi e filiera in questa direzione attraverso competenze, metodologie e tecnologie a supporto”.

Andrea Crespi, Direttore Generale di Eurojersey, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di aver ospitato in Eurojersey l’evento annuale di 4sustainability condividendo un messaggio congiunto sulla sostenibilità con più di 500 player della filiera del tessile italiano. Il tracciamento e monitoraggio della produzione è ormai fondamentale: il valore ulteriore non è più il cosa si fa ma il come si fa all’interno delle nostre fabbriche, un patrimonio da proteggere e preservare per l’oggi e per il domani.”

Valentina Boschetto Doorly (Associate Partner Italy, Copenhagen Institute for Futures Studies) ha illustrato i quattro mega trend che caratterizzano il nostro periodo storico – cambiamento climatico, variazione demografica, tecnologia e intelligenza artificiale, deglobalizzazione – e illustrato, per ciascuno di essi, le implicazioni per il settore moda. 

I due co-founder di Ympact (sistema che facilita l’adozione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), reso obbligatorio dal regolamento europeo Ecodesign)  Francesca Rulli e Massimo Brandellero, ne hanno poi spiegato la visione, ben sintetizzata nel claim Tracing Fashion to a responsible Future: tracciare dati, processi e filiere permette di gestire una catena di fornitura e un modello produttivo responsabile basato su framework armonizzati e implementazione supportata da esperti e tecnologia. 

In foto da sinistra: Andrea Sianesi, Luca Sburlati, Francesca Rulli, Andrea Crespi

Molto interessante l’intervento sulla due diligence di filiera che ha messo a confronto il punto di vista della consulenza, rappresentata da Deloitte con il Partner Franco Amelio (con cui Ympact ha appena lanciato un White Paper sulle buone pratiche di monitoraggio), e quella di un brand del calibro di Giorgio Armani. Rossella Ravagli, Sustainability Director di Giorgio Armani, ha sottolineato come il sistema di monitoraggio dei fornitori debba partire da un commitment importante da parte dell’azienda. Per consolidare la propria architettura e consolidare le buone pratiche adottate da tempo, il Gruppo Armani ha razionalizzato il parco fornitori, imposto clausole contrattuali chiare ed effettuato controlli non annunciati. A partire da quest’anno, tutto il processo è supportato dalla piattaforma tecnologica Ympact per la raccolta dati e la tracciabilità, volta a digitalizzare e ottimizzare le procedure adottate.   Perché i sistemi di monitoraggio funzionino, però, devono essere armonizzati tra loro. In caso contrario, i fornitori rischiano di trovarsi sommersi da richieste eterogenee, ripetitive e puramente compilative. L’armonizzazione è il concetto che guida Ympact nella definizione di 4s ETHIC, il nuovo pillar 4sustainability attraverso il quale il fornitore può attestare la propria compliance (ambientale, sociale e reputazionale) in linea con le richieste del mercato, della Due Diligence e del protocollo di legalità. Sul tema si sono confrontati Luca Sburlati (Presidente, Confindustria Moda), Paolo Tondi (Italy Certification Sales Manager, Bureau Veritas), Andrea Sianesi (Professor of Operations and Supply Chain Management, Politecnico di Milano).

Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha messo in chiaro come il settore – che in Italia dà lavoro a 1,2 milioni di persone e vale il 5% del Pil, secondo CDP – debba fare fronte alla concorrenza dei grandi colossi cinesi, che possono permettersi prezzi stracciati in virtù dei loro bassissimi standard ambientali e sociali e dell’assenza di dazi doganali sulle piccole spedizioni. Il made in Italy, attualmente sotto attacco, può passare dalla reattività alla proattività, lavorando insieme per un grande piano che guardi ai prossimi dieci anni. Tre le misure su cui accelerare – ha spiegato – ci sono il sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR), il monitoraggio delle fabbriche (comprese quelle dei fornitori) e un sistema di auditing comune. 

Tra le misure più rilevanti intraprese in questi mesi c’è il Protocollo d’intesa per la legalità dei contratti di appalto nelle filiere produttive della moda, sottoscritto alla Prefettura di Milano a fine maggio. Un progetto a cui ha contribuito Andrea Sianesi, professore di Operations and Supply Chain Management presso il Politecnico di Milano, che ha sottolineato come, grazie alla collaborazione di tutti gli attori, il protocollo di legalità abbia il potenziale per trasformare il made in Italy nel campione mondiale della sostenibilità sociale, perché tutela chi opera responsabilmente e isola chi non lo fa. Perché questo meccanismo funzioni anche in termini di mercato, però, servono incentivi a favore delle produzioni sostenibili. Matteo Ward, CEO di Inside Out Fashion Textiles & Home, ha quindi chiuso l’evento, condividendo con la platea una riflessione sulle sfide epocali che il settore ha di fronte a sé. Sfide a cui si può rispondere soltanto con una presa di coscienza, un’azione collettiva, una forte leadership.