LA MODA CHE VERRÀ NASCE A FILO
Abbiamo incontrato Paolo Monfermoso, responsabile della Fiera
Si avvicina l’appuntamento con Filo, il Salone dei filati e delle fibre in programma il 23 e 24 settembre a Fiera Milano Rho. Quali contenuti e quali novità possiamo aspettarci dalla 64a edizione di Filo?

Prima ancora di parlare delle novità, vorrei partire da una certezza: alla 64a edizione di Filo visitatori e buyer troveranno come sempre collezioni di filati e materiali tessili di assoluta eccellenza, realizzati nel rispetto dei valori ambientali e sociali. Per quanto riguarda la 64a edizione di Filo, le novità sono diverse. A partire naturalmente dalla nuova sede espositiva: Fiera Milano Rho – Padiglione 14. Abbiamo deciso il trasferimento perché il padiglione di Fiera Milano Rho ci dà modo di offrire ai nostri espositori e ai nostri visitatori uno spazio di alto livello professionale, che permette di dare il giusto risalto alle collezioni delle aziende e di rendere la visita dei buyer più piacevole e quindi più attenta alle proposte degli espositori. Aver cambiato spazio espositivo significa continuare la crescita di Filo e anche un nuovo layout della fiera, che diventa ancora più razionale, per facilitare ulteriormente l’incontro tra domanda e offerta di filati e materiali tessili – il fulcro della mission di Filo. Abbiamo anche adottato un nuovo approccio al tema della sostenibilità e della innovazione responsabile, partendo dalla considerazione che si tratta ormai di un concetto ben interiorizzato all’interno delle aziende e messo quotidianamente in pratica dai nostri espositori, come dimostra la diffusione delle certificazioni da loro ottenute.
Attenzione per l’innovazione e per le produzioni tessili sostenibili al fine di poter garantire ai buyer qualità di “contenuti”. Quali criteri applicate per la selezione degli espositori e quanto conta la creatività rispetto a questi due aspetti?
In realtà, sono criteri molto semplici nel loro rigore: le aziende che espongono a Filo devono proporre prodotti di alta qualità, realizzati nel rispetto delle normative ambientali e sociali. Filo è molto cresciuta nelle ultime edizioni, ma è stata una crescita “controllata”, nel senso che l’aumento dei numeri ci interessa solo se è accompagnato da un aumento della qualità e della capacità innovativa del Salone. Quando parliamo di qualità ci riferiamo naturalmente anche alla ricchezza creativa che i filati e i materiali esposti a Filo mettono a disposizione dei loro clienti. In ultima analisi, il progetto “Made in Filo” nasce proprio con questo scopo: mostrare in termini concreti le possibilità di sviluppo dei prodotti degli espositori.
“Made in Filo”, che lei ha appena citato, è un progetto molto interessante. Si tratta di una collezione di campioni di tessuto realizzata da Filo stessa. L’iniziativa, novità assoluta nel contesto delle fiere tessili, coinvolge tutti i protagonisti della filiera tessile presenti a Filo: non solo la filatura, ma anche la tintoria, la nobilitazione, il finissaggio, il ricamo e la tessitura proposti dai suoi espositori. Quasi una Showroom dove i prodotti prendono vita. Ci può spiegare come è nata l’idea? E quale è stato finora il riscontro tra gli operatori?
Il “numero zero” di “Made in Filo” proposto alla 63a edizione di Filo in febbraio ha ricevuto un’accoglienza tra gli operatori che è andata al di là delle nostre stesse aspettative. Ne siamo orgogliosi perché con “Made in Filo”, Filo ha dato vita a un progetto ambizioso: siamo andati in produzione. In altre parole, ci siamo assunti come fiera l’onere di proporre noi stessi un percorso che inizia con l’idea di filato (le nostre proposte sviluppo prodotto), diventa filato (le proposte dei nostri espositori) e, grazie a lavorazioni sapienti realizzate dai nostri partner, si trasforma infine in una collezione di tessuti (la nostra capsule “Made in Filo”), vera e propria espressione concreta di quelle iniziali idee tessili. È una chiusura del cerchio che cattura in pieno le grandi potenzialità di sviluppo di materiali d’eccellenza proposti dai nostri espositori e sviluppate attraverso lavorazioni di alta scuola come quelle garantite dalla nostra manifattura. La capsule collection di tessuti nella sua interezza, corredata dalle schede tecniche sui filati e sulle tecniche di lavorazione utilizzate, sarà esposta alla 64a edizione di Filo in un’area dedicata, chiamata appunto “Made in Filo”.
Made in Filo ha ottenuto il patrocinio di Ice, per il suo valore. Al di là di questo riconoscimento, quanto conta per voi l’internazionalizzazione?
Sì, siamo onorati del patrocinio che Ice ha voluto dare al nostro progetto, riconoscendone il valore per l’intera filiera tessile. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, il nostro processo di crescita è orientato a favorire l’espansione delle aziende espositrici sui mercati stranieri. In questo, Ice è stata sempre al nostro fianco in una lunga e fruttuosa collaborazione, che si rinnova anche nella 64a edizione, dove sarà presente una ampia delegazione di buyer stranieri, in particolare dalla Spagna, organizzata da Ice. Un contributo all’internalizzazione della nostra fiera arriva anche da Regione Piemonte, attraverso l’agenzia regionale Ceip, che coordina la visita a Filo e poi nel territorio biellese di un altro gruppo di operatori internazionali. Al di là dei numeri in costante crescita, è la competenza e la qualità degli operatori stranieri che visitano Filo a rappresentare un valore aggiunto per gli espositori di Filo.