THE FABRICS’ SOUP
IL FILATO. OLTRE IL TEMPO, IL FASCINO DEL “FATTO AMANO” SUPERA LE MODE.
REPORT DOPO PITTI FILATI, LUGLIO 2025
di Marco Poli
Dalla materia prima al filo. Dal filo all’intreccio, alla maglia. È un’evoluzione graduale, naturale, che segna tutto il percorso della nostra civiltà.
Primo passaggio nel processo di trasformazione della materia in creazione tessile, il filato è oggi giustamente rivalutato.
Trattandosi di un semilavorato, spesso si sottrae all’attenzione, che preferisce concentrarsi sul prodotto finito. Come una scultura, come un oggetto di design è la forma prima della materia a catturare la nostra attenzione e i nostri sensi: così accade con la maglieria in cui, spesso, si sottovaluta l’importanza del filato, materia “viva” imprescindibile.
Oggi il filato rivendica una fisionomia propria, una propria forza espressiva. Aspetti minimali o artigianali-rustici all’apparenza, morbidi al tatto. Filati fantasia che nascondono in sé potenzialità da esplorare. O arricchiti con micro-paillettes, o ancora mossi e irregolari, sempre di grande fascino.
La maglieria riscopre lavorazioni hand knitted, patchwork e tradizioni artigianali declinando aspetti rustici, tipici delle culture meno tecnologizzate, anche se li ottiene con il più avanzato know-how industriale.I filati per il prossimo Autunno-Inverno 2026-2027 sono la grammatica di questo nuovo linguaggio che privilegia valori autentici e materie prime naturali con l’ausilio di trattamenti sofisticati e al contempo di comprovata tradizione, per mettere in risalto le fibre, secondo la loro attitudine naturale.