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ELISABETTA ZAVOLI E MUSEO ZORDAN: VEDERE IL MONDO ATTRAVERSO GLI OCCHI DEGLI ALBERI

Lungo la “Via dell’energia“ – centrale idroelettrica di via Margherita a Recoaro Terme. Recoaro Terme, Vicenza, Italia, 2022

Nelle valli verdi di Valdagno, il Museo Zordan è il manifesto di un nuovo paradigma imprenditoriale, in cui cultura, arte e sostenibilità si intrecciano in una narrazione potente, capace di ispirare il cambiamento. A cura di Marco Montemaggi, il Museo non si limita a raccontare la storia dell’azienda Zordan, che realizza spazi retail per i grandi brand del lusso, ma trasforma lo spazio espositivo in un laboratorio di idee, visioni e responsabilità. È la dimostrazione concreta di come un’impresa possa essere “a prova di futuro”, dove la ricerca del profitto va di pari passo con l’impatto positivo sulle persone e sul pianeta. Dal 1965, Zordan ha intrecciato la propria evoluzione con il territorio che l’ha vista nascere, la Valle dell’Agno. Oggi, l’azienda non è solo sinonimo di eccellenza estetica e qualitativa nel settore del lusso, ma anche pioniera di un modello di business che mette al centro valori come bellezza, educazione e sostenibilità. Dal 2016, B Corp e Società Benefit, con il Museo Zordan, si spinge oltre: un progetto culturale che celebra il passato e si proietta nel futuro, immaginando un mondo in cui arte e impresa si incontrano. Il Museo Zordan guida i visitatori in un viaggio attraverso tre dimensioni narrative, ciascuna profondamente radicata nei valori aziendali ma universale nel messaggio.

  1. Timeline – la storia che plasma il futuro. Qui la linea del tempo intreccia la storia dell’azienda con quella del territorio. È un viaggio che dimostra come l’identità locale e le radici culturali possano essere la base per un’innovazione globale. La ricerca storica, effettuata da Jacobo Ibello, ricostruisce lo sviluppo del territorio e delle aziende in esso inserite rappresentandol’interconnessione.
  2. Wunderkammer – la meraviglia dei valori aziendali. La “Camera delle meraviglie” trasporta il visitatore al cuore della filosofia Zordan: Persone, Pianeta, Prosperità. Grazie alla visione artistica di Francesca Molteni e del suo team,  questa stanza diventa un’esperienza immersiva, dove la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica viva che si manifesta in scelte aziendali consapevoli
  3. Art for Sustainability – l’arte come linguaggio universale. L’arte diventa strumento per sensibilizzare e agire. Questo spazio, dedicato a mostre temporanee, affronta temi globali attraverso il linguaggio dell’arte. Nella prima installazione, la fotografa Elisabetta Zavoli ci invita a “vedere con gli occhi degli alberi”: una prospettiva inedita svela la fragilità della natura e il grido di allarme del pianeta. Nella seconda installazione, curata da Cristiana Colli, tre giovani autori provenienti dall’istituto ISIAU di Urbino raccontano un modo di realizzare accessori innovativo e cruelty-free, con impatto positivo sul cambiamento climatico.

Con una potenza visiva che scuote e ispira, la mostra “Ti faccio vedere con gli occhi chiusi”, opera della fotografa Elisabetta Zavoli e curata da Denis Curti, inaugura il primo ciclo di Art Sustainability al Museo Zordan. Questa esposizione straordinaria ci trasporta in un mondo invisibile, quello percepito dagli alberi, trasformandolo in un racconto intimo e poetico sulla crisi climatica. Zavoli utilizza un filtro ottico unico, capace di selezionare i colori percepiti dalla clorofilla alfa, presente in tutte le piante del mondo, per rivelare il respiro della foresta in un modo mai visto prima. Le sue fotografie, scattate di giorno e di notte nei boschi delle Piccole Dolomiti, svelano una realtà nascosta, dove la fragilità e la resilienza della natura si fondono in un potente messaggio visivo. “Gli alberi ci osservano e percepiscono il cambiamento del pianeta”, spiega la  fotografa. Nel legno si solidifica il tempo, protetto dalla corteccia, e noi dobbiamo imparare a leggere i loro segnali. Esiste un altro modo di vivere il mondo, più consapevole, più integrato”. La mostra non è solo un’esperienza estetica, ma un invito a riflettere sul futuro del pianeta attraverso una prospettiva intergenerazionale multispecie. Con questa mostra, il Museo Zordan non solo esplora il rapporto tra arte e sostenibilità, ma ridefinisce il linguaggio con cui affrontiamo le sfide globali, invitandoci a “vedere” il mondo da una prospettiva nuova, quella degli alberi.

Recoaro 1000. Recoaro Terme, Vicenza, Italia, 2022

LONG STORY SHORT

foto in apertura: Piana di Marcesina. Enego, Vicenza, Italia, 2022

foto credits: ©Elisabetta Zavoli